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	<title>Experteer Blog &#187; candidatura</title>
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		<title>Esperienza e professionalità: intervista a Lucia Radice</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jul 2012 07:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Experteer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La serie delle interviste con Head hunter di successo vede oggi protagonista Lucia Radice, Partner di DIL Studio, che da quarant’anni accompagna i propri clienti nazionali e internazionali nella ricerca di personale, direttivo o specialistico, in ogni settore. &#160; &#160; 1)      Quali Sono le caratteristiche più importanti e ricercate in un candidato oggi? Dando per scontate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://experteer-blog.it/wp-content/uploads/2012/07/Logo-DIL-studio1.png" alt="DIL Studio" width="227" height="142" />La serie delle <a title="Intervista a Daniela Orsi" href="http://experteer-blog.it/non-chiedete-mai-quanti-candidati-andranno-in-short-list-parola-di-head-hunter/">interviste</a> con <a title="Head hunter" href="https://www.experteer.it/headhunter/search" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.experteer.it/headhunter/search?referer=');">Head hunter di successo</a> vede oggi protagonista Lucia Radice, Partner di DIL Studio, che da quarant’anni accompagna i propri clienti nazionali e internazionali nella ricerca di personale, direttivo o specialistico, in ogni settore. <span id="more-774"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1)      </strong><strong>Quali Sono le caratteristiche più importanti e ricercate in un candidato oggi?</strong></p>
<p>Dando per scontate quelle fondamentali (leadership, professionalità, esperienza, affidabilità), sono apprezzate la sensibilità ai segnali di cambiamento, la capacità di fronteggiare situazioni nuove e di individuare in ogni circostanza critica le opportunità di cambiamento positivo che questa potrebbe contenere. Inoltre, infondere fiducia nei collaboratori e delegare loro le responsabilità che possono sostenere.</p>
<p><strong>2)      </strong><strong>Su quali punti di un curriculum si concentra maggiormente?</strong></p>
<p>In primo luogo sulla descrizione delle attività svolte e dell’esperienza acquisita, sia nei contenuti sia nel modo di esporli, che è un indicatore importante della personalità, del carattere e talvolta dell’autostima del candidato.  Poi sulla coerenza e continuità del percorso professionale: eventuali distonie vanno approfondite per capirne il senso. In queste valutazioni entra anche quella sul gradiente di crescita delle responsabilità.</p>
<p><strong>3)      </strong><strong>Qual è l’esperienza più singolare che ha vissuto nel gestire una delle sue ricerche passate?</strong></p>
<p>Quelle citabili riguardano l’abbigliamento o la riservatezza. Una manager molto elegante e professionale nella fase di selezione, ci ha messo in crisi presentandosi al cliente con un abito che esponeva con generosità le sue grazie, e che le ha tolto ogni possibilità di successo. Ricordiamo anche una selezione con sette candidati, tenuta in un Hotel, in cui tre di loro si conoscevano benissimo, e abbiamo dovuto istruire il <em>concierge</em> per evitare che si incontrassero.</p>
<p>4)      <strong>Quanto è importante l&#8217;abbigliamento e l&#8217;aspetto del candidato nel presentarsi al colloquio?</strong></p>
<p>È determinante, sia come indicatore della personalità del candidato, sia della sua comprensione di quello che sta affrontando. Si fa attenzione alla pulizia, alla gestione dell’aspetto, agli accessori e se veste in modo troppo casuale, essendo ricevuto da chi porta giacca e cravatta, ci si aspetta una spiegazione plausibile.</p>
<p><strong>5)      </strong><strong>Che cosa non dovrebbe mai chiedere un candidato in un colloquio?</strong></p>
<p>Se sia eventualmente richiesta la sua disponibilità anche oltre le ore previste dal contratto o nei giorni festivi. Questa domanda lo fa inserire immediatamente tra coloro cui non possono essere affidate mansioni direttive.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>5 domande comuni ma delicate durante un colloquio di lavoro</title>
		<link>http://experteer-blog.it/5-domande-comuni-ma-delicate-durante-un-colloquio-di-lavoro/</link>
		<comments>http://experteer-blog.it/5-domande-comuni-ma-delicate-durante-un-colloquio-di-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 08:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Experteer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono poche domande comuni che vengono chieste in ogni colloquio, si tratta di domande semplici che non vanno, però, sottovalutate. Ricorda: c'è un motivo nascosto dietro a ogni domanda che il recruiter fa ed è molto importante saper interpretare le richieste del selezionatore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://experteer-blog.it/wp-content/uploads/2011/01/domande-colloquio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-220" src="http://experteer-blog.it/wp-content/uploads/2011/01/domande-colloquio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il tuo curriculum ha fatto un buon lavoro e hai ottenuto un colloquio di lavoro per la posizione che desideri. Ora non resta che prepararsi a incontrare il recruiter.</p>
<p>Ci sono poche domande comuni che vengono chieste in ogni colloquio, si tratta di domande semplici che non vanno, però, sottovalutate. Ricorda: c&#8217;è un motivo nascosto dietro a ogni domanda che il recruiter fa ed è molto importante saper interpretare le richieste del selezionatore.<span id="more-217"></span></p>
<ul>
<li><strong>Perché ti sei candidato per questo lavoro?<br />
 </strong></li>
</ul>
<p>Questa domanda è molto ambigua e può compromettere il successo della tua candidatura. Mai parlare delle ragioni che ti hanno portato a lasciare il tuo lavoro attuale, <a title="Errori da non permettersi a un colloquio" href="http://experteer-blog.it/gli-errori-piu-grossolani-da-non-permettersi-durante-un-colloquio-%E2%80%9Cio-non-sono-proprio-un-tipo-che-impara-volentieri%E2%80%9D/" target="_blank">si tratterebbe della peggiore delle risposte</a>!  Dovresti puntare su cosa ti interessa dell&#8217;azienda per la quale ti stai candidando e sul perché quella determinata posizione è adatta a te in quel momento.</p>
<ul>
<li><strong>Quali sono le tue ambizioni?</strong></li>
</ul>
<p>Sai che questa domanda ti verrà fatta sempre e, sicuramente, hai un&#8217;idea degli argomenti da trattare, ma ricorda che un recruiter non vuole sentire una storia inventata o astratta. Pensa a come la posizione per la quale ti stai candidando rispecchia una maniera per raggiungere i tuoi obiettivi, sii sincero su questo. È più probabile che tu dia l&#8217;impressione di essere il candidato giusto se conosci il tuo livello e non hai paura di condividerlo.</p>
<ul>
<li><strong>Come ti sei comportato in una situazione di conflitto con un tuo collega? <br />
 </strong></li>
</ul>
<p>In questo caso, bisogna concentrarsi sullo &#8220;spirito di gruppo&#8221; e non sul &#8220;conflitto&#8221;. Il recruiter vuole valutare la tua capacità di lavorare in gruppo. Quindi, scegli una situazione che si è verificata in passato, racconta brevemente i dettagli e dai una risposta concisa e sicura di come il conflitto si è risolto.</p>
<ul>
<li><strong>Qual è la tua aspettativa sullo stipendio per la posizione per la quale ti stai candidando?</strong></li>
</ul>
<p>Questa domanda è tanto comune quanto delicata. Non citare cifre concrete. È più consigliabile richiedere ulteriori informazionio sulla posizione e le relative responsabilità. È anche possibile chiedere qual è l&#8217;ammontare previsto per la posizione in questione.</p>
<ul>
<li><strong>Ha qualcosa da chiedermi?</strong></li>
</ul>
<p>Questa domanda, in genere, viene fatta alla fine del colloquio di lavoro ed è la tua occasione per mostrare che sai con chi hai a che fare. Effettua delle ricerche sull&#8217;azienda e sul recruiter con il quale effettuerai il colloquio per trovare spunti su possibili domande.</p>
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		<title>Le 10 regole d’oro per scrivere un buon curriculum vitae</title>
		<link>http://experteer-blog.it/le-10-regole-d%e2%80%99oro-per-scrivere-un-buon-curriculum-vitae/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 16:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Experteer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli per la Candidatura]]></category>
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		<category><![CDATA[cv]]></category>
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		<description><![CDATA[Quali sono le regole fondamentali da seguire nello scrivere il proprio curriculum? Lo abbiamo chiesto ai consulenti di Curriculum Lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong>Quali sono le regole fondamentali da seguire nello scrivere il proprio curriculum? Lo abbiamo chiesto dei professionisti.</p>
<p><strong>I. Il miglior curriculum, il miglior candidato</strong></p>
<p>Non è il miglior candidato quello che ottiene il colloquio, ma il miglior curriculum.<span id="more-154"></span></p>
<p>Trascurare la qualità del curriculum contando sul successo del passato, oppure non rimetterlo in gioco confrontandolo con nuovi criteri, può far perdere ottime occasioni.</p>
<p><strong>II. Il curriculum non è tuo, ma del lettore</strong></p>
<p>Contrariamente a ciò che suggerisce l’istinto, il curriculum non deve accordarsi ai nostri gusti, conoscenze, argomentazioni.</p>
<p>Il curriculum è “proprietà” assoluta del lettore, del selezionatore e dell’azienda.<br />
 Contenuti e forma devono essere utili: il cv deve risultare diretto, completo, facile da leggere e intuitivo nel presentare le informazioni.</p>
<p><strong>III. </strong><strong>Dimmi perché!</strong></p>
<p>Accuratissimi nella cronologia, dettagliatissimi nei compiti quotidiani, o al contrario estremamente sintetici, molti curriculum sono quasi inutili per il lettore, sembrano “cv-fotocopia”. Per scegliere il candidato, e quindi spendere un bel po’ di denaro, l’azienda vuole essere sicura che l’inserimento farà risparmiare o guadagnare almeno altrettanto.</p>
<p>Indicare fatti, persone, aziende, risultati, numeri!</p>
<p><strong>IV. </strong><strong>Non parlare troppo dell’azienda attuale</strong></p>
<p>Parlare a lungo dell’azienda attuale in termini entusiastici, fa sorgere il dubbio che il candidato si troverà male altrove. Oppure, ci vorrà troppo denaro per portarlo via. Oppure, parla dell’azienda per non parlare di sè e del suo lavoro.</p>
<p>Un poco, va bene: il selezionatore è interessato a comprendere l’ambiente in cui il candidato è “cresciuto”, la cultura aziendale, la dimensione del business, i contatti con l’estero, l’approccio di marketing e finanziario, per assicurare il corretto <a title="Offerte di lavoro" href="https://www.experteer.it/search/jobs" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.experteer.it/search/jobs?referer=');">inserimento in un altro ambiente</a>.</p>
<p><strong>V. </strong><strong>Piano con l’auto</strong></p>
<p>L’uso di una vettura aziendale ha un alto contenuto emotivo, ben oltre quello economico. E’ comprensibile. Tuttavia, modello, marca, colore, motorizzazione, accessori, non vanno inseriti nel CV. Talvolta traspare maggiore interesse per questi particolari che per un nuovo interessante compito professionale; succede più spesso di quanto non si pensi.</p>
<p>E’ sufficiente indicare la disponibilità di una vettura aziendale. Punto.</p>
<p><strong>VI. </strong><strong>“E’ sempre andato bene così”</strong></p>
<p>Il manager intuisce il cambiamento “a naso”. Altrettanto dovrebbe fare per il proprio curriculum.</p>
<p>Se, in passato, lettera e curriculum hanno avuto successo, il tempo passa per tutti. Le attese dell’azienda e l’immagine sono ben diverse per un neo-laureato, per un 35enne, per un 50enne. Il linguaggio, i contenuti, l’impostazione devono cambiare di conseguenza.</p>
<p>E, ovviamente, il colloquio.</p>
<p><strong>VII. </strong><strong>Studi segreti</strong></p>
<p>Se per qualche azienda conta più l’esperienza degli studi, a maggior ragione è inutile mascherarli o ingigantirli, sono quelli che sono, completano la personalità del candidato; il selezionatore è esperto, sa quello che deve sapere, comprende quello che deve comprendere.</p>
<p><strong>VIII. Le lingue, i corsi</strong></p>
<p>Si suppone che ogni lingua indicata nel CV sia effettivamente utilizzabile, sia pure con sfumature diverse. Inutile elencare i corsi e i nomi degli istituti di lingua.</p>
<p>Indicate il livello di conoscenza, o l’uso possibile (base – negoziazione – madrelingua). Inutile specificare che l’inglese, in una multinazionale americana, è la lingua di scambio: è spazio sottratto a informazioni più utili.</p>
<p><strong>IX. </strong><strong>Le competenze, gli aggettivi</strong></p>
<p>Nei formati europeo/EuroPass sono previsti spazi per descrivere le competenze relazionali, organizzative, tecniche: è l’area degli aggettivi e dei sostantivi autoreferenziali. Per esempio: “Ottima comunicatività”. “Forte spirito squadra”. Un poco è inevitabile, senza dubbio. Meglio però collegarli alle esperienze.</p>
<p><strong>X. </strong><a title="Curriculum  " href="http://experteer-blog.it/come-impostare-il-curriculum-perfetto-la-forma/" target="_blank"><strong>Due pagine sì, due pagine no</strong></a></p>
<p>La questione è di sostanza: un cinquantenne troverà difficile comprimere la propria esperienza in una o due pagine, ed è contro il suo interesse, perché deve dimostrare quello che ha ottenuto col suo lavoro. Conta quello che scrive, non quanto. E’ inutile usare un illeggibile carattere 8 se le frasi sono piene di avverbi. Uno stile che “vada al sodo” è sicuramente apprezzato dal selezionatore che, per mestiere, legge dozzine di curriculum ogni giorno.</p>
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		<title>Come impostare il curriculum perfetto: la forma</title>
		<link>http://experteer-blog.it/come-impostare-il-curriculum-perfetto-la-forma/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 07:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Experteer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli per la Candidatura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il curriculum è un elemento fondamentale nell’invio di una candidatura: soffermarsi su alcuni dettagli può essere decisivo affinché un datore di lavoro prenda in considerazione un candidato e gli offra il futuro lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-96" href="http://experteer-blog.it/come-impostare-il-curriculum-perfetto-la-forma/business-time-3/"><img class="alignleft size-medium wp-image-96" title="Curriculum" src="http://experteer-blog.it/wp-content/uploads/2010/11/Curriculum-vitae1-211x300.jpg" alt="Curriculum vitae" width="211" height="300" /></a>Il curriculum è un elemento fondamentale nell’invio di una candidatura: soffermarsi su alcuni dettagli può essere decisivo affinché un datore di lavoro prenda in considerazione un candidato e gli offra il <a title="Offerte di lavoro" href="http://www.experteer.it/account/signup_l/blog_it/lp01" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.experteer.it/account/signup_l/blog_it/lp01?referer=');">futuro lavoro</a>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">La carta</span> &#8211; Suggeriamo innanzitutto di scegliere il foglio bianco, senza linee e questo vale anche per chi si candida per ruoli di natura creativa, come posizioni nel settore del design o marketing. Usate carta a filigrana 100/120, più spessa dell’ordinaria carta da ufficio 80 g/m2. Vi sembrerà un dettaglio marginale, ma una volta nelle mani dello scrutinatore, si potrà percepire toccando con mano che il candidato in questione ha voluto dare un valore superiore alla sua presentazione per il profilo selezionato, dando così una migliore impressione.<span id="more-94"></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Stampato o scritto a mano?</span> &#8211; Risposta univoca: stampato. Scrivete il vostro curriculum al computer: oltre alla correzione automatica, l’impostazione sarà semplice e lineare senza contare la maggiore leggibilità caratteristica dei documenti stampati. Ci sono, però, eccezioni: qualora vi sia l’esplicita richiesta della stesura a mano del cv, non esitate a esaudirla: impugnerete la penna come ai vecchi tempi. Quella del curriculum scritto a mano, tuttavia, è una richiesta rara.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Carattere e dimensione</span> &#8211; Escludete i caratteri più fantasiosi, come il Comic Sans. Scegliete, piuttosto, Arial o Times New Roman, con dimensioni comprese tra il parametro 9 e 12, mentre, per i titoli suggeriamo tra il 13 e il 15.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Interlinea e margini</span> &#8211; Come precedentemente sperimentato negli anni dell’università, un’interlinea adeguata aumenta la leggibilità del testo: un curriculum dovrà essere caratterizzato dallo stesso vantaggio. L’interlinea di 1,5 è preferibile rispetto alla singola o alla doppia che penalizzano lo spazio del testo per eccesso o per difetto. Anche con i margini bisognerà adottare simili attenzioni: mai abbondare tantomeno lesinare sullo spazio: indichiamo 2 cm come margine ideale superiore e inferiore e 3 cm per i margini laterali.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">La foto</span> &#8211; Se volete aggiungere la foto al vostro curriculum, collocatela nella parte superiore del foglio. Di solito, l’immagine appare sulla destra, potete anche posizionarla a sinistra; è importante evitare di centrarla.</p>
<p>Di norma, sono le vostre qualifiche e le vostre capacità che dovranno saltare allo sguardo del vostro potenziale capo che sta leggendo il vostro curriculum. Redigetelo in maniera chiara e convincente.</p>
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		</item>
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		<title>Anno sabbatico e curriculum vitae: come investire al meglio questo periodo di pausa.</title>
		<link>http://experteer-blog.it/anno-sabbatico-e-curriculum-vitae-come-investire-al-meglio-questo-periodo-di-pausa/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 07:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Experteer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera e Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[anno sabbatico]]></category>
		<category><![CDATA[candidatura]]></category>
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		<category><![CDATA[datore di lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più spesso si sente parlare di manager o dirigenti che decidono di prendere un anno sabbatico – un periodo di pausa in accordo col proprio datore di lavoro che oscilla, solitamente, dai tre ai dodici mesi. I motivi che portano a questa scelta sono molti e normalmente l’anno sabbatico è riconosciuto dal proprio datore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://experteer-blog.it/wp-content/uploads/2010/11/Anno-Sabbatico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-72" title="Anno sabbatico" src="http://experteer-blog.it/wp-content/uploads/2010/11/Anno-Sabbatico-300x200.jpg" alt="Anno sabbatico e curriculum" width="300" height="200" /></a>Sempre più spesso si sente parlare di manager o dirigenti che decidono di prendere un anno sabbatico – un periodo di pausa in accordo col proprio datore di lavoro che oscilla, solitamente, dai tre ai dodici mesi. I motivi che portano a questa scelta sono molti e normalmente l’anno sabbatico è riconosciuto dal proprio datore di lavoro. Tuttavia questo periodo di pausa dovrà essere riportato nel curriculum in modo convincente.<span id="more-49"></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Ma per quali motivi ci si prende un anno sabbatico? Uno dei motivi più ricorrenti è il desiderio di frequentare un corso di specializzazione o di lingua o un corso post universitario, ma spesso questa scelta è anche causata da motivi privati, come ad esempio prolungare la maternità o elaborare gli strascichi seguenti un episodio di sindrome di Burnout. Molti datori di lavoro considerano l’idea dell’anno sabbatico come parte della vita professionale e si trovano a offrire ai propri collaboratori strumenti di finanziamento ad hoc per le ore lavorative accumulate nel corso della loro vita professionale o impieghi part-time. Ma come si può investire al meglio questo lasso di tempo in vista di un prossimo impiego senza essere tacciati di pigrizia o senza finire nella disoccupazione?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>È molto importante preparare un’agenda del proprio anno sabbatico, fissare i punti su cui ci si vuole concentrare. Ovviamente, nessun datore di lavoro vorrà leggere nel curriculum di un candidato che l’anno sabbatico è stato piacevolmente trascorso in discoteca o sorseggiando cocktail lungo la spiaggia. Se però, nel corso di questi mesi, è stato frequentato un corso di lingua ed è stata svolta una piccola attività lavorativa, l’anno sabbatico sarà letto in chiave diversa nell’ambito di una candidatura: sarà considerato tempo investito in sviluppo professionale e metterà in risalto il curriculum.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Dipingere il proprio anno sabbatico in maniera interessante, evitando di passare per fanulloni nelle future candidature, non è quindi un’impresa impossibile: basta dimostrare di aver intrapreso attività mirate al proprio sviluppo personale e lavorativo durante questo periodo.</p>
<p>Così facendo, questa pausa che vi siete concessi non provocherà ripercussioni negative per future <a title="Offerte senior" href="http://www.experteer.it/account/signup_l/blog_it/lp01" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.experteer.it/account/signup_l/blog_it/lp01?referer=');">candidature a posizioni lavorative importanti o impieghi a livello dirigenziale</a>.</p>
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